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La Catena Del Suono: Effetti

Non basta usare gli effetti: per ottenere i risultati ottimali dobbiamo saper costruire una corretta catena del suono.

La catena del suono o catena degli effetti è la successione che guida la costruzione corretta del suono finale dell’armonica amplificata, in pratica è la corretta successione del posizionamento dei pedalini. Questa regola generale ci permette, quindi, di posizionare la successione degli effetti che usiamo per ottenere il miglior risultato finale.

In questo articolo, estratto dal “Manuale Di Armonica Diatonica” di Riccardo Grosso, vediamo proprio questo. Pronti?

Iniziamo!

Costruire La Catena Del Suono

Sapere in quale ordine inserire i vari elementi nell’amplificazione dell’armonica è importante. Per farlo in maniera adeguata dobbiamo capire le funzioni dei vari effetti che possiamo collegare all’armonica.

Come in ogni altro lato della musica, non c’è una regola fissa, ma abbiamo una linea generale che viene seguita per creare un sound usabile.

Effetti
La Catena Del Suono

NON è necessario collegare tutti gli effetti indicati, quello che notiamo qui sopra è l’ordine ideale di posizionamento degli effetti.

Dal Pre-Amp posso saltare direttamente al Distorsore, oppure collegare il microfono a questo direttamente, ma è importante è non partire con il Delay, ad esempio. Questo perché delay o riverbero sono effetti che creano l’ambiente in cui viene inserito il nostro suono: è pertanto saggio prima formare il timbro che vogliamo ottenere e poi metterlo in uno spazio. Il distorsore andrebbe a distorcere anche il suono creato dagli effetti di ambiente delay creando risultati difficilmente utilizzabili.

La regola, anche qui, è sperimentare e trovare una soluzione che porti al risultato che abbiamo in testa.

Il suono giusto, quello che cerchiamo, sicuramente è stato ispirato da qualcuno che abbiamo ascoltato, ma abbiamo in testa un’idea di ciò che vogliamo raggiungere?

Per evitare di spendere fortune in pedali e farsi suonare da questi (oltre che farsi, spesso, affascinare dal “sentito dire” e dalle “nomee”), suggerisco di usare un effetto alla volta, magari di fascia economica per iniziare. Se sappiamo cosa fa un certo effetto e ci piace il risultato, allora possiamo pensare a qualcosa di più costoso e specifico, ma acquistare questo o quel pezzo di equipaggiamento perché ce l’ha questo o quell’armonicista è qualcosa di poco saggio, sia per il risultato musicale che cerchiamo, sia per le nostre tasche.

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Come scegliere il Microfono per Armonica

microfono

Il mondo dell’armonica amplificata è immenso e pieno di variabili, ma la costante è la presenza del microfono.

In giro ci sono tante teorie diverse quante le fonti dalle quali arrivano. Oggi vogliamo fare chiarezza e aiutare chi vuole acquistare un microfono per armonica ad orientarsi.

La prima cosa da sapere è che esistono due categorie di microfoni usati con l’armonica: a stelo (detti volgarmente in italiano i “gelati” per la loro forma) e i bullet (detti anche a “fanale” perché la forma ricorda proprio un faro di biciletta o di una moto).

Shure SM 58 – microfono a stelo
Shure 520 DX – microfono bullet

Microfono A Stelo

Il microfono a stelo è il più diffuso nel mondo della musica: si usa per cantarci dentro, per suonarci l’armonica davanti quando vogliamo catturare il suono acustico dell’armonica (quindi senza saturazione/distorsione) e tutti gli effetti dati dalla variazione del cupping o per microfonare gli strumenti e gli amplificatori.

Tuttavia molti armonicisti (pensiamo a Paul Butterfield, Carlos Del Junco, Jason Ricci, James Cotton per citarne alcuni) usano dei microfoni a stelo, impugnandoli, collegati ad un amplificatore valvolare.

Il risultato è un suono definito, saturo, pieno e carico di sustain.

Cosa hanno fatto? Hanno scelto microfoni con la possibilità di cambiare l’impedenza da bassa a alta. Parleremo dell’impedenza tra un attimo.

Le marche più diffuse per questi microfoni sono Shure, Electrovoice che permettono, con alcuni modelli, di cambiare l’impedenza.

Paul Butterfield e il suo mitico Shure PE 54 – una delle versioni del più diffuso 545.

Microfono Bullet

Il microfono bullet, invece, è rappresenta la storia dell’armonica amplificata. Questo per alcune fortunate coincidenze:

  1. Erano microfoni economici, forse i più economici, disponibili all’epoca dell’armonica amplificata (circa gli anni 40 del ‘900). Il loro prezzo era di 16,50 dollari, contro il 67,50 di un modello come uno Shure 55 Unidyne
  2. Erano, inizialmente, ad alta impedenza.
  3. Il loro taglio frequenze era perfetto per l’armonica: dopo i 5000Hz (dove l’armonica ha quegli acuti importanti) iniziava una discesa della risposta e quindi riuscivano a catturare la parte di medio-bassi che, se enfatizzati, donano calore e pienezza all’armonica.
  4. La scocca del bullet è perfetta da impugnare e l’armonica può essere appoggiata senza problemi sulla griglia
  5. Con un cavo si entrava direttamente negli amplificatori che esistevano (ad ingresso jack) fin dagli anni 40
  6. La combinazione tra l’armonica vicina all’elemento interno del microfono riusciva a creare un segnale di uscita che sovraccaricava gli amplificatori arrivando al timbro saturo che tutti conosciamo. Non si sa se il risultato fosse voluto o sia stato associato all’armonica amplificata per puro caso.


Queste fortunate cause hanno comunque scritto la storia del suono amplificato dell’armonica.

Rod Piazza e il suo microfono Bullet

I bullet più diffusi sono di marca Shure (con tutta la serie e i modelli che partono dal 1949 e arrivano ad oggi) e gli Astatic (con tutti i diversi modelli, tra i più famosi citiamo il T3 e il JT30).

Ci sono poi diversi tipi di elemento che vengono montati nei bullet: CM (Controlled Magnetic), CR (Controlled Reluctance), Ceramici e Cristallo. Questo articolo non approfondirà i principi di funzionamento di questi elementi, ma basti sapere che gli ultimi due sono fragili, non resistono nel tempo e hanno un suono più nasale, mentre i primi due sono quelli più duraturi e più diffusi nei bullet vintage.

Impedenza. Come Funziona?

Nonostante il timbro di un microfono non sia dato dall’impedenza, ma dalla sua risposta in frequenza, l’impedenza gioca un ruolo fondamentale.

Un amplificatore si aspetta di ricevere un segnale ad alta impedenza, come quello che arriva da una chitarra o da un basso. Connettere ad un amplificatore un microfono a bassa impedenza non è assolutamente sbagliato, ma non otterremo mai risultati soddisfacenti da un punto di vista di timbro.

Questo perché creiamo una discordanza tra impedenze.

In linea generale, quindi, dobbiamo collegare un microfono ad alta impedenza ad un amplificatore e un microfono a bassa impedenza ad un mixer.

L’impedenza è una resistenza al passaggio di corrente alternata. Si misura in Ohm. Se un microfono ha un’impedenza maggiore di 1000 Ohm (o 1K Ohm) significa che è ad alta impedenza. Quando è minore o uguale a 100 Ohm si dice che il microfono è a bassa impedenza, mentre con un valore tra 100 e 1000 Ohm è a media impedenza.

Essendo l’inglese lo standard mondiale per queste diciture troviamo alta, media e alta impedenza indicate rispettivamente con Low-Z, Medium-Z e Hi-Z.

Normalmente quindi vogliamo trovare un microfono ad alta impedenza sia esso un Bullet o un microfono a Stelo.

Nel caso in cui avessimo un microfono a bassa impedenza e volessimo connetterlo ad un amplificatore possiamo farlo con un trasformatore di impedenza: un connettore da applicare alla fine del cavo del microfono che va poi inserito nell’ingresso del amplificatore.

Quindi, alla fine, cosa scegliere?

Qui a La Bottega Dell’Armonica non pensiamo che un armonicista debba scegliere il microfono perché il proprio eroe ne usa uno. Anche se è una strada percorribile e si deve sempre ascoltare, imparare e trarre esempio da chi ne sa più di noi, non significa andare alla cieca.

Suggeriamo di informarsi sempre del perché delle cose.

Il bullet che può usare Kim Wilson (o uno di quelli che usa) non è sicuramente quello che troviamo su Ebay, per quanto possa essere lo stesso modello e dello stesso anno. Tuttavia potrebbe essere un buon punto di partenza se rispetta le caratteristiche che abbiamo elencato qui sopra.

Se stiamo iniziando a suonare l’armonica o se stiamo iniziando ad amplificarci, allora un ampli piccolino e un microfono che abbia determinate caratteristiche (come un Harp Blaster) possono fare al caso nostro, se cerchiamo un suono saturo, con quella distorsione tipica del Blues o “bluesy”.

Se invece cerchiamo definizione, un suono pulito, meno “aggressivo” e con meno propensione al feedback (effetto larsen), quel fastidioso fischio che si innesca quando si collega un mic ad un ampli, allora un microfono a stelo fa al caso nostro.

Inoltre bisogna renderci conto che i vecchi bullet sono piuttosto tozzi e, se abbiamo le mani piccole, impugnarli può risultare difficile. Anche in questo caso optare per un buon microfono a stelo, magari a doppia impedenza o collegato ad un convertitore di impedenza può essere la soluzione migliore.

Se hai dubbi sulla scelta del microfono, puoi sempre contattarci. Saremo felici di esserti di aiuto.

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Dabell NOBLE – Video Recensione

dabell noble

La Dabell Noble è uno strumento che si pone nel mondo delle armoniche con ance in fosforo bronzo in maniera importante.

Il paragone diretto è quello con la Suzuki Manji e sarebbe sciocco non vedere il collegamento diretto. Le differenze sono davvero minime se non estetiche sulle cover e nel materiale del comb: la Dabell Noble monta infatti un comb in acero.

La Dabell ci consegna la Noble come modello di punta e, con un costo decisamente inferiore alla concorrenza, ci troviamo tra le mani un modello di armonica diatonica reattivo, intonato e fluido.

Guardando la tradizione con l’inserimento della componentistica in legno (un comb in acero che strizza l’occhio alle armoniche di qualità superiore Seydel, come la 1847 Classic) e le cover in acciaio inox, mentre è in grado di stare al passo con il futuro grazie alle ance in fosforo bronzo.

La cura del dettaglio riservato a queste Dabell Noble è impressionate. L’armonica è reattiva su tutte e tre le ottave, i bending richiedono il minimo sforzo, l’intonazione delle note è precisissima e il timbro è pieno. Le cover aperte aiutano a proiettare il suono in avanti. Un vantaggio sia per chi suona in acustico che in elettrico.

Sentiamo Riccardo Grosso testare la Dabell Noble in questo video:

Insomma la Noble è un’armonica di tutto rispetto che, grazie anche all’innovativo Dabell Harmonica Service, riesce ad abbracciare l’armonicista e a soddisfare le esigenze del neofita, di chi già suona ma vuole qualcosa di diverso senza stravolgere l’imboccatura e all’esperto che vuole provare qualcosa di differente e soddisfacente.

Per scoprire in quali tonalità sia disponibile questa armonica, ti basta cliccare qui sotto.

Invece se sei alla ricerca di reedplate nuovi, clicca qui sotto.

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Dabell CONTENDER – Video

La Dabell Contender è la nuova diatonica a 10 fori della casa sud coreana Dabell.

Con ance in fosforo bronzo, comb in ABS e cover in acciaio, presenta una forma molto ergonomica e un animo che racchiude il meglio delle due sorelle, sempre a marchio Dabell, la Noble e la Story.

Brillante e definita, calda e rotonda è un’armonica adatta a tutti: sia che l’utente sia un neofita sia che questi sia esperto, la Dabell Contender è in grado di sopportare la forza di chi inizia e soddisfare le esigenze di coloro che vogliono qualcosa di diverso dalla propria armonica.

Suonabilità incredibile, reattività che non teme confronti, un timbro gustoso che regala soddisfazioni. Quando di parla di Contender queste sono le caratteristiche che saltano all’orecchio immediatamente.

Come sempre, Riccardo Grosso l’ha testata e ce ne parla in questo video.

Insomma, finalmente le Dabell sono a disposizione nel nostro catalogo e, insieme alla Contender e alle sue sorelle, ci sono i reedplate di ricambio e il nuovo servizio di assistenza Dabell Harmonica Service. Dabell ci mostra, grazie a questa collaborazione, di saper essere un passo avanti.

Il Dabell Harmonica Service è un servizio esclusivo di assistenza tecnica in Europa per il marchio Dabell: vai sulla pagina per saperne di più. Trovi il link nel menù in alto.

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Manuale Di Armonica Diatonica!

Manuale Di Armonica Diatonica

Il “Manuale Di Armonica Diatonica – per armonicisti da Zero a Musica” scritto da Riccardo Grosso è uscito ieri.

Per non lasciarvi senza materiale didattico e per darvi un servizio completo e tempestivo, lo abbiamo inserito in catalogo. In promozione fino a fine Agosto.

Il “Manuale Di Armonica Diatonica” è un’opera importante:

  • 510 pagine
  • 494 esercizi
  • 31 capitoli indipendenti
  • backing track per esercitarsi

Il lavoro che Grosso ha fatto racchiude più di 20 anni passati sull’armonica come insegnante, come musicista internazionale e come tecnico dello strumento. Nel manuale sono inserite tutte le nozioni necessarie per partire da zero e diventare musicista.

Si parla di storia dell’armonica, di tecniche di base, tecniche intermedie e avanzate. Troviamo una sezione dedicata alla teoria musicale per armonicisti che spiega accordi, progressioni armoniche, improvvisazione, strutture Blues.

Il Blues, qui, è usato come base per impostare i ragionamenti di teoria musicale che possono poi essere applicati ad ogni genere: folk, rock, pop, jazz, hip hop, techno…

Si parla di armonicisti, brani da ascoltare, manutenzione e customizzazione.

Una sezione è dedicata agli overbending (overblow) e ci sono, diffusi per tutto il manuale, suggerimenti e considerazioni pratiche pensate per l’armonicista che vuoi essere. Oltre a tutto questo si iniziano a capire amplificatori, microfoni, effetti…

Scaricabile con tre file: un PDF è il manuale vero e proprio, un file RAR contiene tutti gli esercizi audio e le backing track divise per capitoli e un ulteriore PDF invece contiene le tablature vuote per le tue trascrizioni.

Quello che si trova in quest’opera non è il solito “metodo” che “inizia” all’armonica, ma un vero e proprio manuale che saprà guidare nella comprensione e nell’apprendimento del come fare e perché farlo!

Clicca sull’immagine per andare alla scheda del manuale.

Se vuoi saperne di più, Grosso ha pubblicato un articolo di approfondimento sul suo manuale che trovi qui.

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Tombo FOLK BLUES – Video Recensione

Tombo è il marchio conosciuto in Italia per la produzione della più famosa Lee Oskar. Di provenienza giapponese, Tombo si è fatta conoscere per la precisione nella costruzione delle sue armoniche e per aver offerto qualità e innovazione sin da un’epoca in cui le armoniche erano costruite in modo piuttosto discutibile.

Oltre a dar vita alle Lee Oskar, Tombo ha anche una linea di diatoniche a proprio nome, distribuite dalla GEWA Music. Armoniche che condividono la qualità dei materiali con Lee Oskar, ma che cercano di posizionarsi nelle diatoniche di ispirazione più tradizionale.

Sicuramente una di queste è la Tombo Folk Blues, una diatonica a 10 fori con comb in acero giapponese laccato, ance in ottone e cover con delle incisioni che ricordano le armoniche della prima metà del 1900 nell’estetica.

L’armonica che Tombo ci propone è sicuramente dotata di suonabilità, di una timbrica interessante e di una forma sottile e slanciata che non va a sacrificare il suono e che saprà farsi apprezzare specialmente da chi ha mani piccine.

Ideale per neofiti e per professionisti che vogliono un solido backup, Riccardo Grosso ha recensito la Folk Blues in questo video-

Mescolando tradizione del comb in legno e di una forma che ricorda le vecchie armoniche con la modernità del concept giapponese, la Tombo riesce quindi a darci uno strumento dall’animo sicuramente interessante, adatto a tutti gli armonicisti, di ogni livello e di ogni tasca.

La suonabilità non delude, i bending sono pronti e non è troppo severa nell’abuso dell’aria, anche se sprigiona il massimo, come tutte le armoniche, con la migliore impostazione possibile. Il volume è bello presente e non è affatto un’armonica timida.

Per saperne di più sulla Folk Blues, clicca qui sotto.

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Il Comb: l’anima dell’armonica

Il comb è il corpo centrale dell’armonica, sul quale vengono montati reedplate e cover dello strumento. Questi sono costruiti in diversi materiali che possiamo dividere in tre principali gruppi: legni, plastiche, metalli.

Diversi tipi di comb di diverso materiale da: www.riccardogrosso.com

I gruppi di materiali dei comb.

A seconda della qualità di comb montato sull’armonica, questa sarà oggettivamente più o meno reattiva, grazie alla tenuta ermetica tipica del comb di qualità. A parità di gruppo (legni), un comb in legno di pero non avrà mai la rigidità necessaria a formare una reale tenuta ermetica con i reedplate come invece si può trovare sulle controparti di noce o di ebano. Ovviamente stagionati.

Un comb in ABS ha una tenuta piuttosto buona, ma alcuni armonicisti giurano che usare comb di altre plastiche, come la resina di cellulosa delle Suzuki Manji dia loro un miglior senso di suonabilità.

Un comb in alluminio o uno in acciaio sono sicuramente interessanti: specialmente con l’acciaio l’armonica acquista un certo peso. La tenuta dipende molto da come vengono lavorati.

Nel gruppo dei legni troviamo: pero, doussie, ebano, noce, bosso, acero, bambù. Solitamente sono laccati ad uno o più strati con una lacca naturale e quindi che non crea problemi a contatto con la bocca. Possono variare di spessore, cambiando leggermente timbrica e volume all’armonica. È consigliabile non lavarli immergendoli in acqua: potrebbero sempre “gonfiarsi”.

Nel gruppo delle plastiche troviamo: ABS, plexiglass, acrilico, resine con cellulosa, corian. La loro stabilità è garantita nel tempo. Lavabili in acqua senza problemi, la precisione della lavorazione ne determina la qualità.

Per quanto riguarda il gruppo dei metalli: alluminio, acciaio inox, ottone sono i principali metalli usati, anche se esistono comb in titanio (ma visto il costo del materiale e le differenze rispetto all’acciaio solo in termini di peso non giustificano una grossa produzione di questi). Con il metallo entra in gioco, in maniera necessariamente prepotente, la qualità tecnica della realizzazione. Angoli non smussati o raggiati possono essere letali per le nostre labbra.

La Qualità di Lavorazione.

A prescindere dai materiale, la qualità di lavorazione è un fattore determinante. La perfetta profilazione del corpo centrale dell’armonica e la rettifica delle superfici dove poggeranno i reedplate giocano un ruolo determinante.

I fori delle viti devono essere circolari, del giusto diametro e perfettamente passanti, oltre ad essere perfettamente allineati sull’asse del reedplate. Lo stesso vale per i fori delle viti di chiusura delle cover.

La raggiatura dei divisori presenti sul comb, qualora fossero esposti alle labbra come nel caso delle diatoniche, deve essere presente, per essere sicuri che non ci siano spigoli vivi (specialmente, ma non solo, sui comb plastici e metallici).

Le dimensioni delle gole e la loro spaziatura devono essere corrette e maggiore è il numero di viti per il fissaggio dei reedplate migliore sarà la tenuta dell’aria.

A tutto questo va aggiunta la qualità dei materiali, a prescindere dal gruppo di appartenenza. Il comb è quindi una combinazione di doppie qualità: di lavorazione e di materiale.

Differenze Sonore

Esistono delle vere differenze sonore? Questa è una domanda che periodicamente compare nella comunità degli armonicisti e non c’è una risposta unica.

Alcuni dicono che non c’è differenza nel suono finale, altri che percepiscono una differenza importante.

Sicuramente ciò che è vero riguarda la suonabilità: una migliore qualità di comb aiuta ad avere un’armonica performante e reattiva, per quanto riguarda il suono, però, entrano in gioco anche altri fattori.

Prima di tutto il settaggio dell’armonica: specialmente il gap delle ance e la loro qualità. La presenza di aperture a lato delle cover fa percepire il suono in modo diverso: altro fattore importante per un giudizio sul suono.

Quindi un comb migliore rende sicuramente lo strumento “diverso” e regala una suonabilità sensibilmente percettibile, importantissima per chi suona. Il timbro sicuramente può venire enfatizzato su certe risonanze: solitamente si percepisce il metallo con una timbrica più brillante, mentre il legno viene percepito con un tono più scuro e quindi “caldo”. Tuttavia non fa miracoli: è una inflessione di un timbro, il nostro, che esiste già e se non abbiamo un buon timbro di base, il cambio di comb sicuramente non farà miracoli.

Tuttavia, avere un comb di qualità aiuta a suonare meglio.

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Arkia SIGNATURE

arkia signature

Dopo aver suonato e testato la Arkia Origin, è ora il momento di conoscere la Arkia Signature.

Già la Origin fa parlare di sé, ma la Signature è qualcosa di ancora diverso. Grazie ad ance in ottone, come quelle della Marine Band Crossover, le cover simili alla Suzuki e ai due famosi comb innovativi, la suonabilità dell’Arkia Signature è impressionante.

Gli overblow sono facilissimi e l’armonica è super versatile: può essere usata per Folk e Blues così come per suonare Jazz e frasi sofisticate senza perdere timbro, pienezza delle note e scorrevolezza.

Il prezzo potrebbe sembrare alto, ma il confronto va fatto con strumenti custom.

Le Arkia infatti sono lavorate una ad una, da due massimi esperti del settore. Si sta acquistando un’armonica che non è prodotta in serie, ma controllata e ottimizzata a mano singolarmente per fornire uno strumento di altissima qualità.

La Bottega Dell’Armonica propone questo marchio in esclusiva per l’Italia. Le armoniche Origin e Arkia sono disponibili in tre accordature diverse: Standard-Richter, Country Tuning, Paddy Richter.

La Arkia Signature è disponibile in tonalità da SOL e FA#.

Come tutte le armoniche di qualità superiore, per essere apprezzate davvero dobbiamo essere sicuri delle nostre tecniche. Dobbiamo sapere che la nostra respirazione sia sotto controllo e che la nostra imboccatura sia corretta. Dobbiamo capire quale differenza ci sia tra suonare uno strumento da 20, 50, 100, 150€ e capire quando un’armonica li vale e quando no.

Questa è l’esperienza tecnica (e non solo musicale) sullo strumento. Per apprezzare armoniche come Arkia, sia essa Origin o Signature, dobbiamo volere un’armonica professionale: significa usare uno strumento vero che ha richieste specifiche.

Le richieste di uno strumento vero è di essere trattato come tale per essere suonato come si deve, al pieno delle sue potenzialità. Pensare di suonare un’armonica settata al meglio con lo stesso approccio di uno strumento da 25 Euro non è il modo giusto. Sfruttare uno strumento come l’Arkia per migliorare le nostre tecniche con la certezza di usare uno strumento praticamente perfetto è invece il modo corretto.

Una volta sistemate le tecniche, possiamo spremere tutte le possibilità che Arkia Signature (e Origin) ci offre. Sia come armonica diatonica che come strumento per fare musica. Senza alcun limite.

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Le tonalità della NONSLIDER by Seydel

nonslider

Seydel ci abitua alle sorprese ed inizia l’anno proponendo un passo avanti della famosa e apprezzata novità del mondo dell’armonica cromatica chiamato NONSLIDER.

Per chi non la conoscesse, questa è un’evoluzione senza tasto di registro dell’armonica cromatica. I diesis si trovano spostandosi sul foro sottostante con l’imboccatura.

L’imboccatura della NONSLIDER: basta ruotare l’armonica per ottenere i Diesis!

Se te lo sei perso, puoi vedere l’articolo che parla proprio della Seydel NONSLIDER, cliccando qui.

Quello che Seydel si propone di fare con la NONSLIDER è rendere possibile suonare cromatico usando un modificato approccio diatonico. Abolendo la presenza del pulsante e del registro.

Per facilitare la cosa, oggi Seydel presenta delle novità.

Le novità Seydel

La NONSLIDER è disponibile in due tipi di accordature: Orchestra Tuning e Solo Tuning.

La Orchestra Tuning è disponibile solamente in tonalità di DO (C). La Solo Tuning si trova di DO Basso (LC), RE Basso (LD), MI Basso (LE), FA Basso (LF), SOL (G), LA (A), SI Bemolle (Bb), DO (C) e RE (D)!

Quindi un’ampia gamma di tonalità e soluzioni di accordatura rendono la NONSLIDER completa e accattivante. Le nuove tonalità soddisfano le richieste di numerosi armonicisti entusiasti di aver provato la Seydel NONSLIDER.

La NONSLIDER con accordatura Solo Tuning condivide le note con le più comuni accordature cromatiche. Ora è disponibile in diverse tonalità per facilitare l’esecuzione in diverse situazioni e brani, regalando anche intonazioni più basse. Mentre la Orchestra dona all’armonicista la coda della scala dell’ottava precedente, partendo dal V grado sul primo foro soffiato.

Layout tonalità di DO – Solo Tuning e Orchestra Tuning

Insomma Seydel ha abituato la comunità di armonicisti ad un’attenzione alle esigenze di professionisti e di strumentisti di ogni livello. Ogni volta ampliando costantemente le opzioni disponibili sui propri strumenti.

Lo fece per la 1847 Lightning (altro strumento di successo), prima e ora si ripete felicemente anche su questa armonica.

Le tonalità e le accordature che Seydel propone sono da oggi disponibili nel nostro catalogo e siamo a disposizione per qualsiasi approfondimento e informazione!

Vista la particolarità dello strumento, questo è disponibile su ordinazione in pochi giorni lavorativi!

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Laney e Supro: benvenuti ampli!

laney supro

Siamo felici di ampliare il nostro reparto amplificatori con due marchi gustosissimi: Laney e Supro.

Abbiamo infatti selezionato due modelli per marchio che rispondessero a caratteristiche ben precise sul fronte sonoro, di grandezza, della loro affidabilità e che potessero essere accessibili a tutti i portafogli (anche con pagamento rateale!).

Questa è solo un’anticipazione di importanti novità che dal 20 gennaio troverete in bottega.

Nel frattempo scopriamo i nuovi amplificatori. Iniziamo dai Laney.

LANEY CUB SUPER 10 e CUB SUPER 12

Questi due modelli di casa Laney sostituiscono la serie CUB, famosissima tra gli armonicisti per essere capace di regalare sonorità ideali per l’armonica amplificata e per il loro costo contenuto, pur essendo amplificatori ALL-TUBE.

La serie SUPER è quella che oggi si trova in commercio e mantiene lo stile boutique. Sono dotati di un canale singolo equalizzatore a tre bande più una funzione BOOST che attivabile a pedale.

Il CUB-SUPER10 offre 6 watt di suono valvolare SINGLE ENDED CLASS A (monta due 12AX7 e una EL84 come valvola finale), mentre il CUB-SUPER12 offre 15 watt di pura CLASSE AB e offre la possibilità di funzionare a <1 Watt collegandolo all’ingresso apposito (grazie alle tre 12AX7 selezionate a mano e alla coppia di EL84 finali), oltre ad un ottimo riverbero a molla (che suona come il Black Country Custom SECRETPATH).

Entrambi i modelli sono dotati di un LOOP FX per collegare gli effetti e una presa per altoparlanti esterni.

Laney CUB Super 10
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laney cub super 12
SCOPRI IL LANEY CUB SUPER 12

SUPRO DELTA KING 10 e DELTA KING 12

Supro è uno dei marchi originali del Rock & Roll. Prodotti per la prima volta a Chicago dal 1935 al 1968, gli amplificatori Supro sono presenti in registrazioni di riferimento di artisti iconici come Led Zeppelin, Rolling Stones e David Bowie. Risorta nel 2014, Supro offre ora una gamma curata di amplificatori valvolari di ispirazione vintage che riportano in vita il leggendario suono Supro.

Considerati come tra i migliori primi amplificatori mai realizzati, gli amplificatori Supro sono interamente valvolari di Classe A: regalano un suono caldo, funzionalità analogiche e uno stile Art Deco ispirato alla Chicago degli anni ’50.

Gli amplificatori Supro originali si sono ritagliati un posto nella storia del rock & roll.

Ripristinando fedelmente gli elementi chiave degli amplificatori Supro originali, gli amplificatori Supro di oggi sono rafforzati dalla tecnologia moderna e componenti di livello professionale presi dai più grandi nomi dell’elettronica, inclusi altoparlanti e funzionalità personalizzate.

Nel 2020 Supro è stata acquisita da Bond Audio, società madre di D’Angelico Guitars e Pigtronix: questa unione di forze e di idee di design, insieme alla nuova distribuzione internazionale, ha portato Supro in una nuova e fruttiosa era.

Abbiamo selezionato per gli armonicisti due amplificatori specifici: il Delta King 10 e il Delta King 12.

Questi due amplificatori si propongono di riportare ai tempi moderni il sound old-style di Chicago che tanti armonicisti cercano. Clicca sulle foto degli amplificatori per saperne di più!

SCOPRI IL SUPRO DELTA KING 10
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