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Giovendorser presenta: Howard Levy (Hohner)

Howard Levy

Ho sempre preferito il suono di una Hohner. Gli overblow suonano meglio: li fai e basta

Howard Levy

Howard Levy è un riconosciuto maestro dell’armonica diatonica, un superbo pianista, compositore innovativo, artista discografico, bandleader, insegnante e produttore. Frequentò Northwestern University, dove suonava il pianoforte nella Jazz Band dell’università, guidata dai musicisti jazz Bunky Green e Rufus Reid. In quel perioodo ha scritto molte composizioni jazz, tra cui la title track del CD “Tonight and Tomorrow”, che è stato nominato uno dei 100 migliori CD jazz del 2010 da Downbeat Magazine. Howard sviluppò anche l’amore per i Blues e iniziò a suonare l’armonica diatonica all’età di 18 anni ancora matricola alla Northwestern. Amava lo strumento, ma era frustrato dal fatto che non poteva suonare tutte le note su di esso. Suonare in modo standard, non era sufficiente. Dopo alcuni mesi, ha capito come ottenere le note mancanti, facendo diventare l’armonica diatonica uno strumento completamente cromatico, sviluppando tecniche che non erano mai state approfondite davvero in passato, anche se già usate prima. Questo permise a Howard di portare l’armonica fuori dal suo solito ruolo di strumento folk e blues, e farla crescere anche nel mondo della musica jazz, classica, mediorientale e altro ancora.

Iniziò anche a suonare sassofono, chitarra, mandolino, flauto e percussioni. Divenne direttore musicale e compositore capo per il gruppo latino/jazz Chévere de Chicago, co-fondatore della Balkan Rhythm Band (musica bulgara e macedone), in tour e registrato con il famoso cantautore Steve Goodman, John Prine e Bonnie Koloc, ha guidato il suo quintetto di jazz, ha suonato con molti dei migliori artisti jazz di Chicago, e ha avuto una fiorente carriera come musicista in studio, suonando musica per oltre 1.000 spot televisivi e radiofonici. Si esibì anche con il grande jazz latino Tito Puente, che lo portò a suonare il pianoforte e l’armonica per diversi anni con il sax cubano e il maestro di clarinetto Paquito D’Rivera. Ha pubblicato “Harmonica Jazz”, il primo album jazz mai registrato da un armonicista diatonico. Dal 1988 al 1992, Howard era un membro di Bela Fleck e dei Flecktones. Ha registrato 4 CD con la band, e da allora ha preso parte a reunion tour e registrazioni, tra cui 2 Grammy – Registrazioni vincenti in 1996 e 2011. Howard ha condiviso il Grammy Award 2011 per la migliore composizione strumentale con Bela Fleck per “Life in 11”. Mentre era in questa band, Howard ha sviluppato la capacità unica di suonare pianoforte e armonica contemporaneamente, suonando come 2 persone. Nel corso degli anni, Howard ha registrato su oltre 300 CD e DVD in molti stili di musica, prodotto oltre 20 CD e suonato su 5 colonne sonore di film di Hollywood. Tra gli artisti di spicco con cui Howard ha registrato e/o suonato ci sono: Dolly Parton, Kenny Loggins, Bobby McFerrin, Donald Fagen (Steely Dan), Victor Wooten, Paul Simon, Paquito D’Rivera, Kurt Elling, Spyro Gyra, Styx, Chuck Mangione, Pete Seeger, Charlie Mariano, Alan Jackson e Tom Paxton.Howard, due volte vincitore del Grammy Award (Pop Music Performance e composizione strumentale con Bela Fleck e The Flecktones) è apparso su centinaia di CD e diverse colonne sonore di film, con collaborazioni importanti quali: Kenny Loggins, Dolly Parton, Paquito D’Rivera, Styx, Donald Fagen, Paul Simon, e molti altri.

Howard Levy è un endorser del marchio HOHNER – https://hohner.de – le sue armoniche principalmente utilizzate sono Marine Band 1896 e Golden Melody.

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Come scegliere il Microfono per Armonica

microfono

Il mondo dell’armonica amplificata è immenso e pieno di variabili, ma la costante è la presenza del microfono.

In giro ci sono tante teorie diverse quante le fonti dalle quali arrivano. Oggi vogliamo fare chiarezza e aiutare chi vuole acquistare un microfono per armonica ad orientarsi.

La prima cosa da sapere è che esistono due categorie di microfoni usati con l’armonica: a stelo (detti volgarmente in italiano i “gelati” per la loro forma) e i bullet (detti anche a “fanale” perché la forma ricorda proprio un faro di biciletta o di una moto).

Shure SM 58 – microfono a stelo
Shure 520 DX – microfono bullet

Microfono A Stelo

Il microfono a stelo è il più diffuso nel mondo della musica: si usa per cantarci dentro, per suonarci l’armonica davanti quando vogliamo catturare il suono acustico dell’armonica (quindi senza saturazione/distorsione) e tutti gli effetti dati dalla variazione del cupping o per microfonare gli strumenti e gli amplificatori.

Tuttavia molti armonicisti (pensiamo a Paul Butterfield, Carlos Del Junco, Jason Ricci, James Cotton per citarne alcuni) usano dei microfoni a stelo, impugnandoli, collegati ad un amplificatore valvolare.

Il risultato è un suono definito, saturo, pieno e carico di sustain.

Cosa hanno fatto? Hanno scelto microfoni con la possibilità di cambiare l’impedenza da bassa a alta. Parleremo dell’impedenza tra un attimo.

Le marche più diffuse per questi microfoni sono Shure, Electrovoice che permettono, con alcuni modelli, di cambiare l’impedenza.

Paul Butterfield e il suo mitico Shure PE 54 – una delle versioni del più diffuso 545.

Microfono Bullet

Il microfono bullet, invece, è rappresenta la storia dell’armonica amplificata. Questo per alcune fortunate coincidenze:

  1. Erano microfoni economici, forse i più economici, disponibili all’epoca dell’armonica amplificata (circa gli anni 40 del ‘900). Il loro prezzo era di 16,50 dollari, contro il 67,50 di un modello come uno Shure 55 Unidyne
  2. Erano, inizialmente, ad alta impedenza.
  3. Il loro taglio frequenze era perfetto per l’armonica: dopo i 5000Hz (dove l’armonica ha quegli acuti importanti) iniziava una discesa della risposta e quindi riuscivano a catturare la parte di medio-bassi che, se enfatizzati, donano calore e pienezza all’armonica.
  4. La scocca del bullet è perfetta da impugnare e l’armonica può essere appoggiata senza problemi sulla griglia
  5. Con un cavo si entrava direttamente negli amplificatori che esistevano (ad ingresso jack) fin dagli anni 40
  6. La combinazione tra l’armonica vicina all’elemento interno del microfono riusciva a creare un segnale di uscita che sovraccaricava gli amplificatori arrivando al timbro saturo che tutti conosciamo. Non si sa se il risultato fosse voluto o sia stato associato all’armonica amplificata per puro caso.


Queste fortunate cause hanno comunque scritto la storia del suono amplificato dell’armonica.

Rod Piazza e il suo microfono Bullet

I bullet più diffusi sono di marca Shure (con tutta la serie e i modelli che partono dal 1949 e arrivano ad oggi) e gli Astatic (con tutti i diversi modelli, tra i più famosi citiamo il T3 e il JT30).

Ci sono poi diversi tipi di elemento che vengono montati nei bullet: CM (Controlled Magnetic), CR (Controlled Reluctance), Ceramici e Cristallo. Questo articolo non approfondirà i principi di funzionamento di questi elementi, ma basti sapere che gli ultimi due sono fragili, non resistono nel tempo e hanno un suono più nasale, mentre i primi due sono quelli più duraturi e più diffusi nei bullet vintage.

Impedenza. Come Funziona?

Nonostante il timbro di un microfono non sia dato dall’impedenza, ma dalla sua risposta in frequenza, l’impedenza gioca un ruolo fondamentale.

Un amplificatore si aspetta di ricevere un segnale ad alta impedenza, come quello che arriva da una chitarra o da un basso. Connettere ad un amplificatore un microfono a bassa impedenza non è assolutamente sbagliato, ma non otterremo mai risultati soddisfacenti da un punto di vista di timbro.

Questo perché creiamo una discordanza tra impedenze.

In linea generale, quindi, dobbiamo collegare un microfono ad alta impedenza ad un amplificatore e un microfono a bassa impedenza ad un mixer.

L’impedenza è una resistenza al passaggio di corrente alternata. Si misura in Ohm. Se un microfono ha un’impedenza maggiore di 1000 Ohm (o 1K Ohm) significa che è ad alta impedenza. Quando è minore o uguale a 100 Ohm si dice che il microfono è a bassa impedenza, mentre con un valore tra 100 e 1000 Ohm è a media impedenza.

Essendo l’inglese lo standard mondiale per queste diciture troviamo alta, media e alta impedenza indicate rispettivamente con Low-Z, Medium-Z e Hi-Z.

Normalmente quindi vogliamo trovare un microfono ad alta impedenza sia esso un Bullet o un microfono a Stelo.

Nel caso in cui avessimo un microfono a bassa impedenza e volessimo connetterlo ad un amplificatore possiamo farlo con un trasformatore di impedenza: un connettore da applicare alla fine del cavo del microfono che va poi inserito nell’ingresso del amplificatore.

Quindi, alla fine, cosa scegliere?

Qui a La Bottega Dell’Armonica non pensiamo che un armonicista debba scegliere il microfono perché il proprio eroe ne usa uno. Anche se è una strada percorribile e si deve sempre ascoltare, imparare e trarre esempio da chi ne sa più di noi, non significa andare alla cieca.

Suggeriamo di informarsi sempre del perché delle cose.

Il bullet che può usare Kim Wilson (o uno di quelli che usa) non è sicuramente quello che troviamo su Ebay, per quanto possa essere lo stesso modello e dello stesso anno. Tuttavia potrebbe essere un buon punto di partenza se rispetta le caratteristiche che abbiamo elencato qui sopra.

Se stiamo iniziando a suonare l’armonica o se stiamo iniziando ad amplificarci, allora un ampli piccolino e un microfono che abbia determinate caratteristiche (come un Harp Blaster) possono fare al caso nostro, se cerchiamo un suono saturo, con quella distorsione tipica del Blues o “bluesy”.

Se invece cerchiamo definizione, un suono pulito, meno “aggressivo” e con meno propensione al feedback (effetto larsen), quel fastidioso fischio che si innesca quando si collega un mic ad un ampli, allora un microfono a stelo fa al caso nostro.

Inoltre bisogna renderci conto che i vecchi bullet sono piuttosto tozzi e, se abbiamo le mani piccole, impugnarli può risultare difficile. Anche in questo caso optare per un buon microfono a stelo, magari a doppia impedenza o collegato ad un convertitore di impedenza può essere la soluzione migliore.

Se hai dubbi sulla scelta del microfono, puoi sempre contattarci. Saremo felici di esserti di aiuto.

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Seydel ORCHESTRA

Seydel Orchestra

La Seydel Orchestra è uno dei modelli diatonici della casa tedesca che, però, non deve trarci in inganno: il suo layout delle note è in versione SOLO TUNING.

Questo significa che ha la stessa disposizione di una cromatica. Nei primi due fori troviamo le ultime quattro note della scala dell’ottava più bassa ed è dal foro 3 soffiato che troviamo la scala completa. Questo ci regala due ottave e mezza di melodie possibili.

La Orchestra è tutta in acciaio, tranne per il suo comb in ABS rosso, ed è un ottimo strumento diatonico per chi vuole avere opzioni musicali diverse dal solito (il Solo Tuning permette bending aspirati praticamente ovunque) e per chi da diatonico vuole iniziare ad avvicinarsi alla cromatica.

Vediamo il video dove Riccardo Grosso testa la Seydel Orchestra.

Disponibile in cinque tonalità (LC, LD, LF, C, A), la Seydel Orchestra è sicuramente uno strumento adatto a chi sulla diatonica suona melodie, non necessariamente Blues. La troviamo infatti adatta al Pop, Folk, Jazz, Classica, musica Etnica e sì, anche Blues, ma non solo.

Proprio a causa del suo layout delle note (trovi qui il PDF con le accordature Seydel) la Orchestra è ideale per il solista, rispetto al suonare accompagnamenti.

Reattività, volume, timbro importante e facilissima suonabilità sono ormai un marchio di fabbrica al quale Seydel ci ha abituato in questi anni e che troviamo anche sulla Orchestra: un’armonica da scoprire e provare. Ci saprà sorprendere.

Come sempre, oltre all’armonica, sono disponibili nel nostro catalogo tutti i suoi ricambi qualora ci fosse un problema o qualsiasi esigenza sia di customizzazione che di riparazione dello strumento.

Insomma la Seydel, anche nel caso della Orchestra, ci assiste su tutti i fronti e ci permette di poter suonare l’armonica senza pensieri, se non quelli di fare bella musica.

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Seydel SOLIST PRO 12 STEEL – Video Recensione

Solist Pro 12 Steel

La Solist Pro 12 Steel è la 12 fori di casa Seydel che, dopo averci abituato a delle diatoniche a 10 fori che si posizionano tra le migliori al mondo, ci consegna una diatonica “estesa” con due accordature a disposizione: Low-Octave (alla Sonny Boy Williamson II su Bye Bye Bird) e una versione in Solo-Tuning, che Riccardo Grosso ha testato per La Bottega Dell’Armonica

Grazie alle tre ottave complete disponibili nell’accordatura Solo, possiamo permetterci di:

  1. Approcciare alle melodie
  2. Esplorare la terza posizione
  3. Avvicinarci all’uso delle armoniche cromatiche

Ance in acciaio, comb in acero laccato, cover in acciaio e una dimensione compatta, rendono la Seydel Solist Pro 12 Steel un’armonica interessante e sicuramente versatile per chiunque voglia ampliare le possibilità musicali sull’armonica, senza rinunciare ad usare una diatonica.

Usare una Solist Pro 12 Steel ci è utile per espandere le possibilità di una terza posizione su tre ottave, nel caso volessimo suonarla in questo modo; se invece siamo fan di brani che richiedono un’ottava bassa addizionale, l’opzione Low-Richter ci regala questo tipo di soluzione. Considerando che le armoniche cromatiche hanno un’accordatura “Solo”, possiamo sfruttare le caratteristiche della stessa accordatura di questa armonica per orientarci sul fare musica con questo layout di note su una diatonica, prima di passare all’armonica cromatica.

Il video qui sotto vale più di mille parole.

Scopri le varie tonalità e le opzioni per la Seydel Solist 12 Pro Steel cliccando sull’immagine qui sotto!

Come sempre, nel nostro catalogo sono disponibili anche i ricambi forniti direttamente dalla Seydel e disponibili in pochi giorni. Se cerchi i ricambi di questa armonica, ti basta cliccare qui per trovare i reedplate.

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Laney e Supro: benvenuti ampli!

laney supro

Siamo felici di ampliare il nostro reparto amplificatori con due marchi gustosissimi: Laney e Supro.

Abbiamo infatti selezionato due modelli per marchio che rispondessero a caratteristiche ben precise sul fronte sonoro, di grandezza, della loro affidabilità e che potessero essere accessibili a tutti i portafogli (anche con pagamento rateale!).

Questa è solo un’anticipazione di importanti novità che dal 20 gennaio troverete in bottega.

Nel frattempo scopriamo i nuovi amplificatori. Iniziamo dai Laney.

LANEY CUB SUPER 10 e CUB SUPER 12

Questi due modelli di casa Laney sostituiscono la serie CUB, famosissima tra gli armonicisti per essere capace di regalare sonorità ideali per l’armonica amplificata e per il loro costo contenuto, pur essendo amplificatori ALL-TUBE.

La serie SUPER è quella che oggi si trova in commercio e mantiene lo stile boutique. Sono dotati di un canale singolo equalizzatore a tre bande più una funzione BOOST che attivabile a pedale.

Il CUB-SUPER10 offre 6 watt di suono valvolare SINGLE ENDED CLASS A (monta due 12AX7 e una EL84 come valvola finale), mentre il CUB-SUPER12 offre 15 watt di pura CLASSE AB e offre la possibilità di funzionare a <1 Watt collegandolo all’ingresso apposito (grazie alle tre 12AX7 selezionate a mano e alla coppia di EL84 finali), oltre ad un ottimo riverbero a molla (che suona come il Black Country Custom SECRETPATH).

Entrambi i modelli sono dotati di un LOOP FX per collegare gli effetti e una presa per altoparlanti esterni.

Laney CUB Super 10
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laney cub super 12
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SUPRO DELTA KING 10 e DELTA KING 12

Supro è uno dei marchi originali del Rock & Roll. Prodotti per la prima volta a Chicago dal 1935 al 1968, gli amplificatori Supro sono presenti in registrazioni di riferimento di artisti iconici come Led Zeppelin, Rolling Stones e David Bowie. Risorta nel 2014, Supro offre ora una gamma curata di amplificatori valvolari di ispirazione vintage che riportano in vita il leggendario suono Supro.

Considerati come tra i migliori primi amplificatori mai realizzati, gli amplificatori Supro sono interamente valvolari di Classe A: regalano un suono caldo, funzionalità analogiche e uno stile Art Deco ispirato alla Chicago degli anni ’50.

Gli amplificatori Supro originali si sono ritagliati un posto nella storia del rock & roll.

Ripristinando fedelmente gli elementi chiave degli amplificatori Supro originali, gli amplificatori Supro di oggi sono rafforzati dalla tecnologia moderna e componenti di livello professionale presi dai più grandi nomi dell’elettronica, inclusi altoparlanti e funzionalità personalizzate.

Nel 2020 Supro è stata acquisita da Bond Audio, società madre di D’Angelico Guitars e Pigtronix: questa unione di forze e di idee di design, insieme alla nuova distribuzione internazionale, ha portato Supro in una nuova e fruttiosa era.

Abbiamo selezionato per gli armonicisti due amplificatori specifici: il Delta King 10 e il Delta King 12.

Questi due amplificatori si propongono di riportare ai tempi moderni il sound old-style di Chicago che tanti armonicisti cercano. Clicca sulle foto degli amplificatori per saperne di più!

SCOPRI IL SUPRO DELTA KING 10
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Lee Oskar MELODY MAKER: Video Recensione

Lee Oskar Melody Maker significa entrare nel mondo delle armoniche con accordatura alterata.

Queste armoniche, prodotte dalla giapponese Tombo, sono il risultato degli anni di esperienza del grande Lee Oskar (armonicista del gruppo War, prima, e solista spaziale, dopo) e della precisione giapponese del produttore.

Oskar, infatti, non era contento delle armoniche che erano disponibili sul mercato negli anni ’80 e decide di creare una linea che fosse solida, affidabile, ben costruita e finemente accordata. Nascono così le armoniche Lee Oskar.

La Melody Maker è uno di questi risultati: Lee Oskar infatti non si accontentò di avere delle armoniche accordate in Richter, ma volle offrire agli armonicisti anche delle accordature alternative che fossero adatte a suonare altri generi musicali, oltre al Blues e al Folk, con facilità.

Insomma, un’armonica da avere, capire, esplorare ed suonare per avere nuove possibilità sonore e farsi venire nuove idee su uno strumento che, insieme ai suoi fratelli a marchio Lee Oskar, ha creato non uno, bensì due standard importanti: quello delle armoniche con nuove accordature e quello dei ricambi per armonica essendo state le prime, in Occidente, a offrire i reedplate di ricambio.

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Seydel SOLIST PRO: Video Recensione

solist pro

La Seydel SOLIST PRO rappresenta il meglio di due epoche: la Pre-War (le armoniche costruite prima della Seconda Guerra Mondiale) e la contemporanea.

Uno strumento dal prezzo interessante, dalla voce calda e dalla suonabilità e risposta pronte e reattive.

Riccardo Grosso la testa e la recensisce in questo video:

Comb in acero con multi laccatura e tagliato al laser, ance in ottone e cover semipiatte in acciaio inox, la Seydel Solist Pro è uno strumento che sa farsi voler bene e che potrà soddisfare le esigenze di neofiti ed esperti che cercano qualità, affidabilità e un prezzo contenuto, senza compromettere fattori fondamentali dell’armonica.

E la qualità Seydel è, come sempre, sinonimo di garanzia.